Il Museo (
www.operaduomo.firenze.it) fu inaugurato il 3 maggio 1891, quando ormai, sia per una rivalutazione artistica e storiografica della scultura quattrocentesca, sia per il nuovo crescente interesse positivistico per il ricchissimo archivio dell'Opera, era maturata l'idea di uno spazio che custodisse ed esponesse le opere d'arte rimosse nel corso dei secoli dalla facciata della
Cattedrale, dal
Campanile di Giotto e dal
Battistero di San Giovanni. Vanta capolavori che vanno dal Trecento a tutto il Cinquecento, con la caratteristica di essere continuamente in espansione, poiché la collezione dovrà forzatamente ampliarsi a causa dell'impossibilità, per motivi di inquinamento atmosferico, di conservare all'esterno anche molte altre opere d'arte del complesso monumentale. La genesi del Museo, infatti, testimonia il grande impegno dell'Opera nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio artistico formatosi nel corso dei secoli nell'ambito del complesso di
S.Maria del Fiore.
Nel 1688 Cosimo III fece smontare, dalla loro collocazione in Duomo, le due splendide
Cantorie di
Luca Della Robbia (1431/1438) e
Donatello (1433/1439) per sostituirle con due in legno, più capienti, per le fastose nozze del figlio Ferdinando con Violante di Baviera, dato che il gusto dell'epoca giudicava infatti superata la grazia tutta classica di quei capolavori del Rinascimento. Da allora le due opere d'arte restarono nei depositi e, quando nella seconda metà dell'Ottocento fu ipotizzato, da parte dello Stato Italiano, di ricostruirle nel
Museo Nazionale del Bargello, l'Opera decise di dotarsi di un proprio spazio museale da progettare per restituire all'ammirazione del pubblico i due capolavori del primo Quattrocento fiorentino. Promotore fu
Giovanni degli Alessandri, Deputato dell'Opera e Direttore delle Gallerie Fiorentine, il cui maggior rammarico era quello di non poter sistemare in uno spazio dell'Opera le due
Cantorie di
Luca Della Robbia e di
Donatello, che erano state spostate nel 1822 agli Uffizi e, nel 1870, al Bargello.
Il Museo fu edificato nel luogo in cui sin dalla prima metà del '400 sedevano la magistratura ed i laboratori dell'Opera, dove i più grandi artisti fiorentini, da
Brunelleschi, a
Donatello, a
Michelangelo, avevano progettato e realizzato i loro capolavori. Insieme alle due cantorie furono collocate tutte quelle opere d'arte che, nel corso dei secoli, erano state rimosse dal complesso monumentale perchè non più rispondenti ai criteri estetici del momento. Sorte toccata a tutto l'arredo plastico dell'incompiuta facciata arnolfiana del
Duomo che
Francesco de' Medici fece smontare nel 1587, ritenendolo antiquato.
Oltre a motivi di ordine estetico, anche contingenze legate alla conservazione dovute all'inquinamento atmosferico, hanno costretto l'Opera a ricoverare in Museo altri capolavori, sostituendoli con copie, come tutto l'arredo plastico del
Campanile di
Giotto. L'alluvione del 1966 ha provocato, nel Battistero, danni alla statua lignea "
La Maddalena" di
Donatello ed alla "
Porta del Paradiso" di
Lorenzo Ghiberti, che, dopo i necessari restauri, sono ora esposte, al sicuro, nel Museo dell'Opera.
L'opera d'arte più famosa conservata nel Museo è la "
Pietà", che
Michelangelo aveva scolpito per la propria tomba. Essa era esposta nel Duomo fino al 1980, anno in cui è andata ad arricchire la collezione museale.
Oggi, dopo 114 anni dalla sua fondazione, il Museo dell'Opera di S. Maria del Fiore rappresenta una delle più prestigiose raccolte di scultura medievale e rinascimentale ed il nucleo più importante a Firenze di opere d'arte di soggetto sacro.
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